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Uomini che affrontano la paternità…

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un pò pissero (per ora)

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Non c’è verso, il nano 1.0 è pissero. Almeno un pò. C’ho le prove, eccole.

il pissero

il pissero

  • Se gli casca qualcosa di mano piange invece di raccattarla
  • Se è al mare sulla spiaggia nudo come un lombrico e con un caldo che si muore, lui non si vuole sporcare di sabbia (aggiornato allo scorso anno)
  • Se non gli riesce una cosa piange a dirotto
  • Se lo brontoli dice “AHI” come se lo stessi sculacciando
  • Se è in compagnia di bimbi,  anche più piccoli, è un vero follower e si mette a fare quello che fanno gli altri
  • Se faceva il bagno fino a qualche mese fa non voleva bagnarsi la testa
  • si vuole mettere solo le camice che poi le maestre dell’asilo ci brontolano che non riescono a tirargli su le maniche quando deve lavarsi le mani

Magari poi gli passa e un giorno guarisce…

E se non sapete che cosa vuol dire pissero leggete sotto

Se a Firenze si dice la parola pissera si rischia di essere capiti quasi da tutti: i vecchi fiorentini la usano comunemente, i giovani non la ignorano, gl’immigrati con un periodo anche breve di militanza l’hanno imparata. Quelli che non la conoscono difficilmente ne chiederanno il significato, specialmente se ci si trova tra personcine a modo: quasi sempre sospettano il peggio, vale a dire che sia uno dei tanti nomi di quell’organetto con il quale si esercita il mestiere più vecchio del mondo. Quindi fanno finta di sapere, d’aver capito con un sorrisetto di complice intelligenza». Così scrive Carlo Lapucci nella postfazione al volumetto «La Pissera» scritto da Rosaria Lo Russo, Maria Pia Moschini e Liliana Ugolini (Edizioni Ripostes, pagine 160, euro 10). Nel libro, come recita il titolo, si cerca di definire al meglio la tipologia della pissera. La parola, utilizzata anche al maschile (pissero, pisseri), è in realtà usata quasi sempre al femminile. Questa la definizione «di laboratorio» data da Lapucci: «Dicesi pissera con valutazione negativa, la donna mediocre di ogni età, sposata o nubile, di solito non molto dotata fisicamente, la quale, aspirando ad essere considerata brava, s’impone comportamenti, modi, abbigliamento, scelte particolari, e si presenta come modello di virtù femminili, che possiede però solo in parte limitata. Allo stesso modo si conferma ai difetti apprezzati dalla società, della quale assume i gusti, esaltandoli nella mediocrità e combinandoli sapientemente».
(fonte ToscanaOggi)

Votalo come post dell'anno

Written by Babbo Leo

26 Aprile 2009 alle 16:10

Pubblicato in Pargoli, famiglia

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