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Uomini che affrontano la paternità…

Il Vestito di Arlecchino

con un commento

Il vestito di Arlecchino

Il vestito di Arlecchino

Per fare un vestito ad Arlecchino
ci mise una toppa Meneghino
ne mise un’altra Pulcinella
una Gianduia una Brighella
Pantalone vecchio pidocchio
ci mise uno strappo sul ginocchio
Stenterello largo di mano
una macchia di vino toscano
Colombina che lo cucì
fece un vestito stretto così.

G. Rodari
(ma ne manca un pezzettino)

La filastrocca per il lunedì, da imparare a memoria nel fine settimana. Compiti a casa.
Madre e padre ci hanno messo impegno, leggi e rileggi anche il padre l’ha imparata, ma il compito più gravoso è per il figlio maggiore che al lunedì deve ripeterla in classe davanti a maestra e compagni.
In verità non è facile imparare a memoria, e ascoltando e riascoltando Matteo capisco che molte difficoltà vengono da quel “mettere” che a volte c’è altre è sottinteso… ma vai a spiegare il sottinteso a un bimbo.

Beh al lunedì mattina c’è l’impressione che la filastrocca sia a memoria, forse qualche incertezza, ma pare proprio che il piccolo se la cavi a meraviglia.

Lunedì sera in macchina, riportando a casa la prole, chiedo: “la filastrocca com’è andata?”
Male – risponde il figlio – la maestra ha scritto sul quaderno che devo impararla bene per domani. Ho fatto una figuraccia.
M’assale il senso di colpa. So bene che Matteo ha qualche ossessione di troppo per la scuola, sempre troppo preoccupato di quello che potrebbe dire la maestra, di cui riconosce l’autorità tanto da mettere in discussione che i genitori siano in grado di conoscere i giorni della settimana bene quanto lei – tipo: “e se la maestra dice che non è martedì?”. Ho cominciato anche a pensare che la maestra fosse stata troppo dura, forse Matteo non è stato in grado di ripeterla tutta d’un fiato e lei è stata troppo rigida nel giudizio. I pensieri di preoccupazione s’infittiscono e cerco di addolcirmi l’ansia chiedendo: “ma anche altri bambini devono impararla meglio per domani?”
No, solo io – incalza il primogenito.
Comincio a sudare freddo, domani avrà anche la pressione di esser il solo a dover recitare la filastrocca: tutta l’attenzione su di se.

Rientro in casa con la prole al seguito e subito investo la madre: “Matteo ha un problema.”
“Quale problema?”
“Domani deve recitare ancora la filastrocca perché oggi non è stato in grado.”
La madre è sbalordita, era sicura quanto me che l’avesse imparta e mentre chiede spiegazioni sull’accaduto io già tiro fuori il quaderno delle comunicazioni per leggere attentamente le parole della maestra.
Filastrocca: Bravissimo.
Ecco come si fa a festeggiare un bravissimo con uno scappellotto al volo, mentre lui finisce di prenderti per il culo dicendo: “scherzetto, scherzetto!”

Scritto da rebeccagin

10 giugno 2009 a 11:43

Pubblicato in apprendimento, scuola

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Una Risposta

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  1. come ti viene su bastardello Matteo!!! Complimenti! ahahahahahah chissà da chi ha preso! :D

    Deb

    10 giugno 2009 alle 15:31


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